Così partiamo in ottobre, noi una trentina di catechisti, il cammino di fede adatto ai singoli anni dell’età evolutiva, per introdurre i ragazzi alla vita cristiana.
Si inizia con il parlare di Gesù, Figlio di Dio, venuto in terra per essere fratello, amico, Salvatore. Accanto a Lui, sua Madre Maria, la sua famiglia, il suo paese, la conoscenza della sinagoga e il modo di pregare degli Ebrei.
Di Gesù raccontiamo i miracoli, gli incontri con le persone, il suo messaggio di amore trasmesso mediante parabole, racconti facili e di comprensione immediata.
Questa prima parte di cammino culmina con la risurrezione di Gesù, che vince la morte perché è Figlio di Dio. Ci salva perché dà alle sue azioni un valore infinito, per l’amore grande con cui le compie e le presenta a Dio Padre.
Siamo famiglia di Dio, inseriti nel circuito di amore (grazia) con cui il Padre ama Gesù. Questo dono che ci abita e rende presente Dio in noi è lo Spirito Santo. Egli, Dio, come il Padre e il Figlio, cui dona il perdono dei peccati.
I ragazzi celebrano poi la PRIMA CONFESSIONE, ricevono cioè il perdono di Gesù tramite il sacerdote: è il secondo sacramento che Gesù regala ai figli di Dio, e tappa importante di questo cammino.
E poi il cammino di fede insegna a partecipare all’Eucaristia, PARTECIPARE, non presenziare.
La Messa, nelle sue varie parti, viene vissuta dai ragazzi, che imparano dal racconto del Vangelo ciò che Gesù ha fatto nell’Ultima Cena della sua vita terrena. Egli ci ha lasciato un cibo per nutrimento spirituale, perché diciamo di no alle proposte del peccato, perché sappiamo amare tutti, superando le antipatie e i torti.
In questo momento della prima parte dell’Iniziazione Cristiana i ragazzi celebrano la tappa della PRIMA COMUNIONE o meglio PRIMA EUCARISTIA, che li abilita a partecipare alla Messa in modo completo, come gli adulti.
Nella seconda parte del cammino, gli anni di catechesi successivi alla celebrazione della Messa di Prima Comunione aiutano i ragazzi a guardare alla vita cristiana, a modellare la loro vita sulla proposta del comando dell’Amore e sulle Beatitudini (Mt 5,3-11) che sono il modello di vita proposto da Gesù.
I ragazzi conoscono la vita della CHIESA attraverso il racconto degli atti degli Apostoli, la vita dei primi cristiani, il loro coraggio nel testimoniare la fede.
La diffusione della fede cristiana è costata la vita a tanti fratelli coraggiosi, che hanno raccontato il fatto di Gesù morto e risorto, a un mondo di pagani che sapevano affidare la loro vita solo a divinità inesistenti.
I viaggi missionari di Paolo, la morte violenta inflitta a Stefano, a Pietro, a Giacomo dimostrano che la fede di noi cristiani non è “roba da bambini”, ma ha un fondamento storico, poggia sulla verità, come è vero che Dio esiste e ha mandato Gesù a renderci felici.
La CRESIMA per i ragazzi del’ultimo anno del cammino catechistico, viene celebrata come tappa significativa per accogliere il dono dello Spirito Santo. Senza di Lui è impossibile la vita cristiana: lo Spirito ci rende più facile l’imitazione di Gesù, del suo amore, del suo perdono. Questo programma di vita tocca i temi concreti del rispetto della persona, della pace e della non violenza, della giustizia sociale, del rapporto con le altre religioni. I ragazzi sono interessati a questo confronto, perché ogni giorno la loro mente è messa di fronte a fatti troppo negativi di vita. Per questo si interrogano e ci interrogano.
Noi catechisti che portiamo avanti questo cammino con i ragazzi, siamo tutti volontari, lavoriamo in stretta collaborazione con il parroco, ci prepariamo comunitariamente agli incontri, preghiamo per i ragazzi e per le loro famiglie. Ci auguriamo che questo lavoro abbia una continuità in famiglia e nella vita di domani (del dopo cresima).
Aiutateci, come comunità cristiana, con la vostra preghiera, presenza e collaborazione.
Perchè il catechismo

Cari genitori,
partiamo da una domanda fondamentale:
«di che cosa ha bisogno vostro figlio per crescere e vivere bene?»
Ha bisogno di essere nutrito innanzitutto, perché per vivere bisogna mangiare! Per questo ogni giorno date loro un cibo sano, condito,… anche con il vostro amore.
Devono poi prepararsi alla vita e… li mandate a scuola.
Devono crescere sani e robusti e… per questo c’è la palestra, lo sport, le passeggiate, le settimane bianche, il mare e la montagna.
Tutte queste cose sono necessarie, ma sono sufficienti?
I vostri figli non hanno solo bisogni fisici e psicologici, culturali, ma anche spirituali.
Perché sono figli di mamma e papà, ma anche figli di Dio! E questo lo avete affermato nel momento che avevate scelto il Battesimo, e adesso il il catechismo.
Un decalogo per il papà, proposto da un bambino (Antonio Mazzi)

1. Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.
2. Non essere incoerente: questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca ogni volta che posso.
3. Non fare promesse: potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.
4. Non correggermi davanti alla gente. Ti presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr’occhi.
5. Non brontolare continuamente: se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.
6. Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni. Potrei imparare a godere di cattiva salute se questo attira la tua attenzione.
7. Non preoccuparti per il poco tempo che passiamo insieme. È come lo passiamo che conta.
8. Non permettere che i miei umori suscitino la tua ansia perché allora diventerei ancora più pauroso. Indicami il coraggio.
9. Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento… ma non ho bisogno di dirtelo, vero?
10. Ricordati, io imparo di più da un esempio che da un rimprovero.

Il Catechismo è impegno di tanti:
Parrocchia e catechisti: che offrono tempo e opportunità, affinché sia una catechesi viva. Si impegnano a fare le cose bene, essendo capaci di ascolto e di rispondere alle domande dei vostri figli (e anche alle vostre domande).
Genitori: “primi e principali catechisti dei loro figli”.
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 2223): “I genitori sono i primi responsabili dell’educazione dei loro figli”.
La scelta del catechismo è stata vostra e libera. Una scelta apprezzata e valorizzata dalla Parrocchia, ma il cui compito rimane sempre quello di accompagnarVI.
Crediamo che ai vostri figli vogliate offrire sempre il meglio e quando non ci riuscite, fare di tutto per ottenerlo…
Dio: è “il meglio di tutto”, e, quindi, è il regalo più bello che potete fare loro.
Cosa chiede la parrocchia
– Partecipazione a catechismo (la buona educazione direbbe di avvisare quando uno non può partecipare)
– Partecipazione a catechismo (la buona educazione direbbe di avvisare quando uno non può partecipare)
– Partecipazione alle attività proposte

